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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 24/03/2016

All'indirizzo http://contenzioso.bancario.bancario.diritto.it/docs/38004-le-clausole-abusive-nei-contratti-coi-consumatori-sono-rilevabili-d-ufficio-dal-giudice

Autore: Graziotto Fulvio

Le clausole abusive nei contratti coi consumatori sono rilevabili d'ufficio dal giudice?

Le clausole abusive nei contratti coi consumatori sono rilevabili d'ufficio dal giudice?

Pubblicato in Diritto civile e commerciale il 24/03/2016

Autore

50130 Graziotto Fulvio
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Le clausole abusive nei contratti coi consumatori sono rilevabili d'ufficio dal giudice? Nei casi in cui l'autorità investita della domanda d'ingiunzione di pagamento non sia competente a valutare il carattere abusivo di una clausola in un contratto tra "professionista" e consumatore ai sensi della Direttiva UE 93/12, tale valutazione compete al giudice dell'esecuzione.
 
Decisione: Sentenza della Corte di Giustizia UE nella causa C-49/14
Classificazione: Civile, Commerciale, Contrattuale
Parole chiave: contratti con i consumatori - clausole abusive - rilevabilità d'ufficio
 
Il caso.
Un consumatore spagnolo aveva contratto un prestito per l'acquisto di un veicolo, garantito in solido con altri soggetti.
Dopo circa 4 anni, a seguito del mancato pagamento delle rate, la finanziaria ha risolto il contratto e avviato un procedimento d'ingiunzione di pagamento, al quale i debitori non si sono opposti.
La finanziaria ha chiesto l'ordine di esecuzione e il giudice ha chiesto alle parti di presentare osservazioni sull'eventuale carattere abusivo di alcune clausole del contratto.
Il giudice ha precisato di non essere stato informato né della domanda di ingiunzione, né dell'esame della stessa da parte del "Secretario Judicial" (che nel codice di porocedura civile spagnolo è competente ad emettere il decreto, e deve coinvolgere il giudice solo se dai documenti allegati alla domanda rilevi che l'importo richiesto non è corretto).
Il giudice, dopo aver sospeso il procedimento, ha quindi sollevato 4 questioni pregiudiziali alla Corte
di Giustizia UE.
 
La decisione.
La Corte di Giustizia, dopo aver ricordato che l'art. 3 della direttiva 93/13 definisce quale abusiva «una clausola contrattuale che non è stata oggetto di negoziato individuale se, in contrasto con il requisito della buona fede, determina, a danno del consumatore, un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi delle parti derivanti dal contratto», e che «si considera che una clausola non sia stata oggetto di negoziato individuale quando è stata redatta preventivamente in particolare nell'ambito di un contratto di adesione e il consumatore non ha di conseguenza potuto esercitare alcuna influenza sul suo contenuto», esamina il procedimento d'ingiunzione nell'ambito del diritto spagnolo.
Dopo aver descritto il procedimento che ha dato luogo alle questioni pregiudiziali sollevate dal giudice spagnolo, ha ricordato che in base all'art. 267 TFUE (Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea) «il giudice nazionale

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nazionale è l'unico competente ad esaminare e valutare i fatti del procedimento principale nonché a interpretare e ad applicare il diritto nazionale. Parimenti, spetta esclusivamente al giudice nazionale, cui è stata sottoposta la controversia e che deve assumersi la responsabilità dell’emananda decisione giurisdizionale, valutare, alla luce delle particolari circostanze del caso, sia la necessità sia la rilevanza delle questioni che esso sottopone alla Corte. Di conseguenza, se le questioni sollevate riguardano l’interpretazione del diritto dell’Unione, la Corte, in via di principio, è tenuta a pronunciarsi».
Dopo aver dichiarato ricevibili le questioni pregiudiziali sollevate dal giudice spagnolo, la Corte ricorda che «si è già pronunciata nella sentenza Banco Español de Crédito (C‑618/10, EU:C:2012:349), sulla natura delle responsabilità che incombono al giudice nazionale, in forza delle disposizioni della direttiva 93/13, nell’ambito di un procedimento d’ingiunzione di pagamento, laddove il consumatore non abbia proposto opposizione contro l’ingiunzione emessa nei suoi confronti», nel senso che «la direttiva 93/13 dev’essere interpretata nel senso che osta ad una normativa di uno Stato membro che non consente al giudice investito di una domanda d’ingiunzione di pagamento di esaminare d’ufficio, in limine litis, in qualsiasi altra fase del procedimento, anche qualora disponga degli elementi di diritto e di fatto necessari a tal fine, la natura abusiva di una clausola inserita in un contratto stipulato tra un professionista e un consumatore, in assenza di opposizione proposta da quest’ultimo (sentenza Banco Español de Crédito, C‑618/10, EU:C:2012:349, punto 1 del dispositivo)».
Ha quindi descritto le caratteristiche del procedimento di ingiunzione spagnolo: «lo svolgimento e le peculiarità del procedimento d’ingiunzione di pagamento spagnolo sono tali che, in assenza di circostanze che comportino l’intervento del giudice, ricordate al punto 24 della presente sentenza, tale procedimento è chiuso senza possibilità che venga eseguito un controllo dell’esistenza di
[...]
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