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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 11/04/2016

All'indirizzo http://contenzioso.bancario.bancario.diritto.it/docs/38075-obblighi-informativi-e-responsabilit-sul-rischio-derivati

Autore: Graziotto Fulvio

Obblighi informativi e responsabilità sul rischio derivati

Obblighi informativi e responsabilità sul rischio derivati

Pubblicato in Diritto civile e commerciale il 11/04/2016

Autore

50130 Graziotto Fulvio
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Obblighi informativi e responsabilità sul rischio derivati Se la banca e il promotore finanziario hanno prospettato al cliente la possibilità di perdere anche più del capitale investito, non hanno particolari responsabilità.
 
Decisione: Sentenza n. 3624/2016 Cassazione Civile - Sezione I
Classificazione: Civile, Contrattuale
Parole chiave: derivati - obblighi informativi - responsabilità - rischio
 
Il caso.
A fronte delle perdite subite su derivati, due investitrici avevano agito contro una banca, chiamando in causa anche la direttrice della filiale.
Le investitrici chiedevano l'annullamento per errore del contratto uniforme per strumemnti finanziari derivati, oltre al risarcimento del danno per inadempimento.
Il Tribunale aveva rigettato le domande proposte, e la Corte di Appello aveva a sua volta respinto l'impugnazione proposta contro la sentenza di primo grado.
La Corte ha rilevato che era stato concluso un contratto quadro di negoziazione, e a seguito di questo, un contratto uniforme per strumenti derivati regolamentati, quindi la Corte territoriale ha ritenuto la banca adempiente.
Le investitrici propongono ricorso in Cassazione basato su 13 motivi.
 
La decisione.
Le investitrici avevano così prospettato i 13 motivi di ricorso:
1) per avere la corte territoriale errato nel ritenere la banca adempiente agli obblighi di informazione attiva e passiva, ivi previsti, da essa riferiti al momento anteriore alla conclusione del contratto quadro e non ai singoli ordini, in particolare con riguardo alle
informazioni sui titoli da offrire prima di ogni specifica operazione; quanto alle cd. notifiche ricezione ordini, esse riguardavano momenti successivi agli ordini ed erano irrilevanti;
2) la avvenuta prova, da parte della banca, dell'adempimento ai propri obblighi informativi di cui sopra;
3) la forma scritta convenzionale degli ordini, che secondo la sentenza impugnata sarebbe stata prevista solo ad probationem, con falsa applicazione dell'art. 1352 c.c.;
4) per avere la corte territoriale ritenuto sussistere la forma scritta per l'autorizzazione ad operare in derivati, nonostante la pacifica non adeguatezza di tali strumenti finanziari;
5) la pretesa prova dell'effettivo conferimento degli ordini alla banca, dato che la sentenza al riguardo menziona solo, per alcuni ordini, le notifiche della ricezione ex art. 60 Reg. Consob n. 11522 del 1998 e le note informative ex art. 61 del detto regolamento, queste ultime però meri rendiconti successivi

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successivi al compimento dell'operazione;
6) che le presunzioni non sono ammesse ove si tratti di forma scritta ad probationem, mentre di quelle la corte fa uso, laddove afferma che dalla prova, mediante le cd. notifica ricezione ordini, di alcuni di essi può desumersi, per la loro significatività, anche quella degli altri;
7) la ratifica degli ordini in ragione della dichiarazione delle attrici di cui alla loro lettera con la quale esse avevano autorizzato la banca a vendere tutti gli strumenti finanziari loro intestati (ma solo relativamente alla vendita dei titoli depositati sul conto n. 6302 e dalle limitate finalità dell'accredito del ricavo a restituzione di un finanziamento) - laddove la ratifica va diretta al terzo, non allo stesso falso rappresentante - e delle informazioni sull'andamento del rapporto sempre ricevute, mentre la tacita approvazione presuppone un eccesso dal mandato;
8) l'interpretazione della lettera, che invece era inscindibilmente connessa al contratto di finanziamento ed a garanzia dello stesso e, comunque, concerne solo le vendite successive a tale data;
9) la nullità della sentenza quanto all'omessa pronuncia sul secondo motivo di appello, o non avendo la sentenza impugnata motivato l'implicito rigetto dell'istanza dell'appellante di inammissibilità della produzione degli originali di alcuni documenti da parte della banca, avvenuta, ai fini dell'istanza di verificazione, solo dopo il maturare delle preclusioni istruttorie in primo grado;
10) nullità del procedimento e della sentenza, avendo la corte territoriale confermato l'ammissibilità di quella produzione, sebbene i documenti in originale fossero stati tardivamente prodotti;
11) per avere la corte territoriale ritenuto rispettata la norma sulle operazioni non adeguate, quanto allo specifico riferimento alle avvertenze ricevute dal cliente, posto che si trattava di comunicazioni posteriori agli ordini;
12) la pretesa prova della ricezione delle rendicontazioni ex art. 61 Reg. Consob n. 11522 del 1998 da
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