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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 23/05/2016

All'indirizzo http://contenzioso.bancario.bancario.diritto.it/docs/5090976-utilizzo-di-metodi-di-calcolo-altri-da-quello-previsto-dalle-istruzioni-della-banca-d-italia?source=1&tipo=news

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Utilizzo di metodi di calcolo altri da quello previsto dalle Istruzioni della Banca d’Italia

Utilizzo di metodi di calcolo altri da quello previsto dalle Istruzioni della Banca d’Italia

Pubblicato in Notizie di diritto il 23/05/2016
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Utilizzo di metodi di calcolo altri da quello previsto dalle Istruzioni della Banca  d’Italia Il metodo di calcolo che  deve essere applicato dal consulente di parte.
Al proposito, si segnala che  una parte della  giurisprudenza ritiene vincolante il metodo di calcolo di cui alle Istruzioni della  Banca d’Italia. In questo senso, da  ultimo, in  sede  penale, si segnala la seguente pronuncia, che  ha ritenuto di non poter escludere la buona fede degli organi apicali della banca, che  hanno omesso di  computare la commissione di  massimo scoperto nel calcolo rilevante al fine di stabilire l’eventuale superamento  del tasso soglia (Trib.  pen. Varese, 10 aprile 2015).
Un giudice di merito ha comminato una sanzione a titolo di responsabilità processuale aggravata ai sensi dell’art. 96, comma 3, c.p.c., alla parte che aveva utilizzato una formula diversa da quella delle  Istruzioni della  Banca d’Italia (Trib.  Monza, 26 marzo 2015).
Dal canto suo,  il Tribunale di Milano valorizza l’autorizzazione ricevuta da Banca d’Italia alla emanazione di dette Istruzioni: “È parimenti indubbio che  i decreti ministeriali annuali, a decorrere dal primo emanato in data 23 settembre 1996, hanno sempre demandato a Banca d’Italia la rilevazione dei tassi effettivi globali medi, e che i vari dd.mm. trimestrali, nel rendere pubblici i dati  rilevati, hanno sempre disposto, all’art.  3 (a partire dal  primo d.m.  22 marzo 1997),  che le banche e gli intermediari finanziari, al fine di verificare
il rispetto del tasso soglia, si attengano ai criteri di calcolo indicati nelle  Istruzioni  emanate da Banca d’Italia; Banca d’Italia, ai sensi  degli artt. 4 e 5 TUB, è d’altro  canto l’organo cui compete la vigilanza nei confronti delle banche e che, nell’esercizio di tale funzione, è deputato a impartire istruzioni alle stesse.
È quindi rispettoso dei dati normativi di cui sopra (art. 2 l. n. 108/1996, art. 2-bis d.l. n. 185/2008, artt. 4 e 5 TUB), il fatto che Banca d’Italia, autorizzata a operare in forza della  disciplina regolamentare emessa su espressa delega della  normativa primaria anti-usura, abbia emanato Istruzioni per  la rileva- zione del TEG,  istruzioni che,  da un  lato  rispondono alla  primaria esigenza di raccogliere dagli  intermediari dati  tra  loro  coerenti ed omogenei al fine di determinarne il valore medio (da  cui individuare il tasso soglia), e dall’altro

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dall’altro rispondono all’esigenza di poter raffrontare dati  omogenei nel  momento in cui si imponga la necessità di accertare se il TEG applicato nel singolo caso sia  rispettoso o meno del  tasso soglia di usura del  periodo” (Trib.  Milano, 19 marzo 2015).
In altri casi, il medesimo giudice territoriale ha qualificato le Istruzioni di Banca d’Italia come norme tecniche autorizzate, siccome autorizzate dalla normativa regolamentare per  dare uniforme attuazione al  disposto della norma primaria (Trib.  Milano, 21 ottobre 2014). Ad analoga conclusione è pervenuta anche un’altra corte territoriale, sulla scorta dell’espresso richiamo della decisione milanese da ultimo citata (Trib. Avezzano, 21 gennaio 2015).
Al riguardo, deve  darsi conto altresì di una pronuncia di merito, che  ha disposto una condanna per  lite  temeraria di  euro 20.000,00 perché il con- sulente di parte non  ha seguito i criteri di calcolo fissati  dalla Banca d’Italia nelle  sue Istruzioni dell’agosto 2009,  per la rilevazione dei tassi medi globali applicati dal sistema bancario e finanziario (Trib.  Monza, 26 marzo 2015).
Secondo un giudice di merito, dalla decisione di legittimità n. 870 del 2006 discende che la commissione di massimo scoperto non può essere sommata al tasso praticato al fine della  valutazione dell’eventuale superamento del tasso soglia, in quanto la contraria opinione, sostenuta dalle  pronunce della  Cass. pen., n. 12028  del 2010 e n. 28743  del 2010,  non  appare convincente, perché si  scontra con  quanto dispongono le Istruzioni della  Banca d’Italia (Trib. Savona, 11 settembre 2012).
La consulenza di parte che pretenda di calcolare il TAEG in modo difforme a quanto previsto dalle  Istruzioni è dunque inattendibile ed essa comporta la natura esplorativa dell’azione intentata dall’utente del credito bancario, con conseguente rigetto della dispiegata domanda di rideterminazione del corretto dare e avere tra la banca e il proprio debitore (Trib. Milano,
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